Qualche sera fa ho sognato Noda san.
(continuo a mettere il san come fosse parte del suo cognome. Perchè.) Non sto qui a spiegare tutto, anche perchè non mi va, vi basti solo sapere che lui, in qualche modo e per motivi che non mi sono chiari, doveva proteggermi. Da quella notte mi trascino dietro questa strana sensazione che in tutta onestà non so spiegare, ma devo dire che quel sogno mi ha dato un estremo senso di sicurezza e tranquillità.
A volte mi chiedo come sia nella realtà. Il carattere, i modi di fare, le fisse e i gesti che ripete spesso senza realizzarlo.
In realtà è una cosa che mi chiedo spesso su molte persone, per questo tendo ad osservare gli altri con estrema attenzione. Ho sempre trovato interessante guardare come la gente si comporta quando pensano che gli altri non guardino o i piccoli tic di tutti i giorni, come si muovono quando sono soli in casa, un ambiente che si conosce a memoria, dove tutti i gesti fluiscono da soli per via dell'abitudine, quando ci si muove delicatamente aprendo una bottiglia d'acqua o sorseggiando un tè particolarmente buono. Non sono tanto le espressioni ad intrigarmi, quanto i gesti. I movimenti delle mani. Ho sempre avuto un amore smodato per le mani.
Un'altra cosa che mi è sempre piaciuto fare è ascoltare i rumori nel silenzio notturno, cambiano completamente, come fossero del tutto nuovi e sconosciuti. Il rumore dei tacchi sul marmo quando cammini stanca, i passi sulle pietrine nei giardini, le suole delle converse sul legno,
il tintinnio di un anello che sbatte contro una tazza quando infili le dita nel manico, un bicchiere quando lo poggi sul legno, una matita sui quaderni spessi.