Mentre ero in macchina bloccata nel traffico guardavo le persone in strada, shopping natalizio, semplici uscite, spesa magari? Chi sa. Però mi piace immaginare le vite della gente fuori il finestrino. Penso a tutte le persone che ho conosciuto, con cui ho condiviso momenti e conversazioni e di cui ho dimenticato sia volto che nome. Nella mia memoria sono rimasti solo pezzetti sparsi a caso, senza significato alcuno, come granelli di polvere. Una frase, un oggetto, un suggerimento. Un solo granello può risultare inutile, ma in gran quantità fanno venire l'allergia e prendere la malsana decisione di spostare il frigo per pulire, con pessime conseguenze, come trovare cibo decomposto dall'origine sconosciuta e accumuli di capelli di vario colore e lunghezza che stanno li a fissarti attestando silenziosamente il tuo burrascoso rapporto con i parrucchieri. O nel mio caso con me stessa, il cambio di stagione, amici, amanti e vari colpi di testa. Letteralmente.
Quella del frigo sembra una metafora, e potrebbe benissimo esserlo! Ma non in questo caso. E' del tutto calzante, questo lo ammetto. Ma questa volta non ho nessuna lamentela. Mi è solo venuto in mente un ricordo stupido collegato ad una persona ormai dimenticata, passando davanti ad un ristorante ormai fallito.
Ok, visto che continua a sembrare ... malinconico, trascrivo il ricordo, tanto.
Ero alla fermata del pullman con questo ragazzo più grande che prendeva lezioni di latino con me, da una vecchia professoressa. Questa donna era così severa che quando sentiva una mosca volare ci spostava in isolamento nella stanza con una sola scrivania, per comunicare dovevamo lanciarci bigliettini quando era di spalle, ma credetemi se vi dico che elargiva manciate di nougatine come se non ci fosse un domani. E se non dava i cioccolatini, a seconda della stagione e della festività in arrivo c'erano: pentole intere di granita con vero sciroppo fatto in casa, deliziose pizze di scarole, pastiere che sfornava a 5 alla volta per parenti, figli, nipoti, vicini e amici, gelati e tè freddi di vario genere. Era una donna gentile, infondo. Aveva il suo modo di trasmetterti affetto attraverso il cibo, ed era anche brava a farlo. Comunque, stavamo aspettando l'amato mezzo di trasporto quando, il sopracitato mi chiese di dargli una mano perchè voleva creare un nuovo contatto di msn (immaginate di quanti anni fa si parla), così iniziò a snocciolare una serie di estremamente narcisistiche parole per me da tradurre in inglese. Finì con avere (nome -che non ricordo-)_the_masterpiece. Immaginate.
Caro, vecchio msn. Con il suo invisibile, niente messaggi letti/non letti, un breve status e nient'altro.