「僕を消さないで 離さないで 繋いどいてよ
君が寝返り打つたび
きっと世界は目覚め
ほっと胸を撫で下ろし また眠りにつくんだよ
君の瞬きのたび世界は止まる
耳をふさぎ込むたび 世界は黙る」
Radwimps「救世主」
Sono i suoi testi che mi hanno fatta innamorare disperatamente delle loro canzoni.
Non li ringrazierò mai abbasanza per tutte le sensazioni che mi fanno provare, allo stesso modo non smetterò mai di ringraziare Lilo per avermeli fatti conoscere.
La potenza della loro musica è così devastante che anche nel silenzio più assoluto, coprendomi le orecchie, riesco ancora a sentire le melodie perfette rimbombare nella mia testa.
野田さん・・・ありがとう
martedì 28 agosto 2012
sabato 25 agosto 2012
バグッバイ
A volte mi chiedo come sia possibile sviluppare una dose spropositata di affetto nei confronti di qualcuno, in brevissimo tempo. Curioso.
Credo di aver bisogno di staccare, non sentire quasi più nessuno per un pò, fare un viaggio, cercare ed eventualmente trovare alcune risposte. ANDARE AD UN CONCERTO DEI RADWIMPS.
Ieri mi sono state portate queste due bottiglie di tè da fuori, le ho aggiunte alla mia povera ma amata collezione.
Le trovo adorabili~ ☆
In ogni caso, mi ingelosisco facilmente ed è una cosa che odio, non perchè sono tanto assennata, buona e furba da preoccuparmi di quello che capita quando ho i miei 'mental breakdown' ma perchè mi urta il fatto che io debba rovinarmi intere giornate per cose assurde.
Oh un'ultima cosa! Stanotte ho sognato di andare in giro per il centro storico -dove si trovano i bar- e poi dritta ad un concerto, dove trovo Lei ed altra gente che mi interessa poco, fumiamo qualche canna e beviamo un paio di birre, niente di più. Durante il tragitto verso casa, nella macchina di un'amica, ci fermiamo e troviamo queste due signore, sorelle, dai capelli scuri, l'aspetto stanco e trasandato che camminavano tenendosi strette in grossi maglioni da uomo di quelli vecchi con i bottoni davanti e il profondo scollo a V, borse vecchie e logore sotto braccio; mi hanno lasciato addosso la sensazione di quando vedevo mia zia piccola e infreddolita durante la sua malattia. In ogni caso, queste due signore ci dicono di seguirle (erano imparentate con la mia amica e le conoscevo anche io, almeno credo) perchè invece di andare a casa, dovevamo essere portate in questo luogo, sotto suggerimento di mia madre che aveva deciso di delegare le sorelle per far andare anche me. Questo posto era una specie di convento/collegio/istituto di correzione a cui si accedeva passando per una minuscola porticina di pietra coperta da incisioni, eravamo state spedite li per via dell'alcohol e la droga, era pieno di anziane signore rattrappite dall'aspetto inquietante che indossavano i tipici vestiti dell'ordine delle Suore Missionarie della Carità (l'ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta, per intenderci meglio: tutto bianco e righine indaco), ho qualche flash delle camere che erano ben arredate ma buie, affacciavano nel cortile e avevano le finestre molto vicine. All'improvviso però l'amica che era stata mandata con me in quel posto cambia identità trasformandosi in quel ragazzo; ricordo che nel tardo pomeriggio - intorno alle 6- ci sedevamo sui cornicioni delle finestre e parlavamo, i temi delle conversazioni sono andati persi ed è rimasta solo una forte sensazione di solitudine intervallata da sprazzi di leggerissima e potente (ossimoro*) sicurezza data dalla sua presenza; cerchiamo di scappare avvelenando le suore con degli strani biscotti che messi in formo si schiudevano come fiori. Alla fine riusciamo a fuggire, mia madre si presenta li come a volermi riprendere. Ha ha, certo.
*la mia figura retorica preferita.
Credo di aver bisogno di staccare, non sentire quasi più nessuno per un pò, fare un viaggio, cercare ed eventualmente trovare alcune risposte. ANDARE AD UN CONCERTO DEI RADWIMPS.
Ieri mi sono state portate queste due bottiglie di tè da fuori, le ho aggiunte alla mia povera ma amata collezione.
Le trovo adorabili~ ☆
In ogni caso, mi ingelosisco facilmente ed è una cosa che odio, non perchè sono tanto assennata, buona e furba da preoccuparmi di quello che capita quando ho i miei 'mental breakdown' ma perchè mi urta il fatto che io debba rovinarmi intere giornate per cose assurde.
Oh un'ultima cosa! Stanotte ho sognato di andare in giro per il centro storico -dove si trovano i bar- e poi dritta ad un concerto, dove trovo Lei ed altra gente che mi interessa poco, fumiamo qualche canna e beviamo un paio di birre, niente di più. Durante il tragitto verso casa, nella macchina di un'amica, ci fermiamo e troviamo queste due signore, sorelle, dai capelli scuri, l'aspetto stanco e trasandato che camminavano tenendosi strette in grossi maglioni da uomo di quelli vecchi con i bottoni davanti e il profondo scollo a V, borse vecchie e logore sotto braccio; mi hanno lasciato addosso la sensazione di quando vedevo mia zia piccola e infreddolita durante la sua malattia. In ogni caso, queste due signore ci dicono di seguirle (erano imparentate con la mia amica e le conoscevo anche io, almeno credo) perchè invece di andare a casa, dovevamo essere portate in questo luogo, sotto suggerimento di mia madre che aveva deciso di delegare le sorelle per far andare anche me. Questo posto era una specie di convento/collegio/istituto di correzione a cui si accedeva passando per una minuscola porticina di pietra coperta da incisioni, eravamo state spedite li per via dell'alcohol e la droga, era pieno di anziane signore rattrappite dall'aspetto inquietante che indossavano i tipici vestiti dell'ordine delle Suore Missionarie della Carità (l'ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta, per intenderci meglio: tutto bianco e righine indaco), ho qualche flash delle camere che erano ben arredate ma buie, affacciavano nel cortile e avevano le finestre molto vicine. All'improvviso però l'amica che era stata mandata con me in quel posto cambia identità trasformandosi in quel ragazzo; ricordo che nel tardo pomeriggio - intorno alle 6- ci sedevamo sui cornicioni delle finestre e parlavamo, i temi delle conversazioni sono andati persi ed è rimasta solo una forte sensazione di solitudine intervallata da sprazzi di leggerissima e potente (ossimoro*) sicurezza data dalla sua presenza; cerchiamo di scappare avvelenando le suore con degli strani biscotti che messi in formo si schiudevano come fiori. Alla fine riusciamo a fuggire, mia madre si presenta li come a volermi riprendere. Ha ha, certo.
*la mia figura retorica preferita.
martedì 21 agosto 2012
OYSM.
Lui ama il pianoforte.
Mangiatore di cibo professionista ed esperto Mug-Cakes Maker.
Mi ricorda la sensazione tiepida e piacevole del tardo e già buio pomeriggio invernale nel periodo natalizio, quando mi metto davanti al televisore per guardare un bel film, coperta da un piumone con il tè al gelsomino in mano.
Ha un viso molto tenero e l'aspetto di una persona che vorrei abbracciare, carezzandogli la nuca e lasciandomi inondare dal suo odore, qualcuno a cui vorrei sfiorare dolcemente la guancia dandogli un bacio lieve o qualcuno che vorrei si addormentasse sulla mia spalla, in viaggio, per poi farlo a mia volta sulla sua testa, incastrati come i pezzetti di un puzzle fatto unicamente di sonnolenza e sogni soffici come la neve appena caduta.
Mangiatore di cibo professionista ed esperto Mug-Cakes Maker.
Mi ricorda la sensazione tiepida e piacevole del tardo e già buio pomeriggio invernale nel periodo natalizio, quando mi metto davanti al televisore per guardare un bel film, coperta da un piumone con il tè al gelsomino in mano.
Ha un viso molto tenero e l'aspetto di una persona che vorrei abbracciare, carezzandogli la nuca e lasciandomi inondare dal suo odore, qualcuno a cui vorrei sfiorare dolcemente la guancia dandogli un bacio lieve o qualcuno che vorrei si addormentasse sulla mia spalla, in viaggio, per poi farlo a mia volta sulla sua testa, incastrati come i pezzetti di un puzzle fatto unicamente di sonnolenza e sogni soffici come la neve appena caduta.
domenica 19 agosto 2012
はい
まだいたの?!?
Prima di trasferirmi, mentre impacchettavo tutta la roba accatastata nella mia vecchia, gloriosa camera, trovai questa cartolina che mi spedì da sola quando avevo 8-9 anni, durante un'estate di cui non ho memoria, l'unica cosa rimasta è la sensazione di estrema desolazione e angoscia. La scrittura è quella ordinata e tondeggiante di chi frequenta ancora le elementari, ci sono solo poche righe:
"Dall'alto della mia grotta posso vedere un paesaggio bellissimo... Vuoi venire con me?! Afferra le mie mani posso farti volare lontano."
Continuo a chiedermi se abbia letto o sentito questa frase da qualche parte, ho cercato ovunque e chiesto a chiunque, ma niente, pare sia uscita dalla mia testolina di bambina. Leggerla mi fa pensare ad una persona, un pacco di pandistelle e la faccia triste di una signora sola, luce al neon, un tavolo di compensato bianco e brutti programmi alla tv. Svelerò mai il mistero dietro questa cartolina? Chissà.
Ultimamente il mio italiano sta peggiorando, sono avvilita per tanti motivi e cerco disperatamente risposte che continuano a sfuggire felicemente alla mia presa. Giochiamo a nascondino, eh? La distanza è diventata nuovamente un problema, lontano da qui c'è un sorriso che mi riscalda il cuore, una persona che vorrei abbracciare nei momenti di solitudine e freddo dell'inverno.
C: But you promised me comforting! You're my king-sized duvet of goose-goodness!
N: I know. Selfishly i want to duvet you right this second.
Ed è esattamente quello che vorrei fare, piumoneggiarti in questo istante, darti un bacio sulla guancia, mandarti a letto e bisbigliarti buonanotte.
Prima di trasferirmi, mentre impacchettavo tutta la roba accatastata nella mia vecchia, gloriosa camera, trovai questa cartolina che mi spedì da sola quando avevo 8-9 anni, durante un'estate di cui non ho memoria, l'unica cosa rimasta è la sensazione di estrema desolazione e angoscia. La scrittura è quella ordinata e tondeggiante di chi frequenta ancora le elementari, ci sono solo poche righe:
"Dall'alto della mia grotta posso vedere un paesaggio bellissimo... Vuoi venire con me?! Afferra le mie mani posso farti volare lontano."
Continuo a chiedermi se abbia letto o sentito questa frase da qualche parte, ho cercato ovunque e chiesto a chiunque, ma niente, pare sia uscita dalla mia testolina di bambina. Leggerla mi fa pensare ad una persona, un pacco di pandistelle e la faccia triste di una signora sola, luce al neon, un tavolo di compensato bianco e brutti programmi alla tv. Svelerò mai il mistero dietro questa cartolina? Chissà.
Ultimamente il mio italiano sta peggiorando, sono avvilita per tanti motivi e cerco disperatamente risposte che continuano a sfuggire felicemente alla mia presa. Giochiamo a nascondino, eh? La distanza è diventata nuovamente un problema, lontano da qui c'è un sorriso che mi riscalda il cuore, una persona che vorrei abbracciare nei momenti di solitudine e freddo dell'inverno.
C: But you promised me comforting! You're my king-sized duvet of goose-goodness!
N: I know. Selfishly i want to duvet you right this second.
Ed è esattamente quello che vorrei fare, piumoneggiarti in questo istante, darti un bacio sulla guancia, mandarti a letto e bisbigliarti buonanotte.
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