venerdì 8 novembre 2013

Needy

Guardavo Annie Hall, quasi alla fine del film, quando Alvy e Annie si incontrano per un caffè, dopo essersi lasciati, dopo che Annie si è trasferita in California e Alvy ha realizzato di amarla ancora e decide di prendere l'aereo e tentare di riportarla a New York con se. Quando Annie dice ad Alvie che lei lì è felice e libera, conosce persone, fa festa, tutte cose che Alvy consciamente o inconsciamente le impediva di fare. E fondamentalmente mi sono chiesta una cosa, chi consapevolmente si assumerebbe la responsabilità di avere vicino, per una settimana, un mese, un anno, dieci, una persona con tutti quei problemi? E lo dico da persona danneggiata che è terrorizzata dall'idea della solitudine tanto quanto ne è attratta. E la risposta è nessuno. Magari all'inizio va bene, ma poi ci si rende conto di quello che accade. E' tutto troppo grande. Tutti i rapporti "intimi" che ho avuto con qualunque genere di persona sono andati a puttane, perchè mi rendo conto che c'è un limite al peso che le persone possono portare con te. E nonostante questo non giustifichi i comportamenti della gente e nonostante mi dia estremamente fastidio quella scena al bar, capisco perchè Annie si è alzata e se n'è andata. E per quanti caffè e cene puoi prendere dopo, per quanto buoni i rapporti possano restare, l'amarezza è sempre lì.

Il pensiero che non ci sia nessuno tanto coraggioso da dire 'sì, ti amo così tanto che starà io vicino a te nonostante le follie, le fisse, le ossessioni, le stranezze, le domande senza senso. Sarà io a prendermi questa responsabilità, perchè ne vale la pena' o per qualunque altra ragione. Questo è un discorso tanto generale quanto mirato. Ossimori mentali.


Perchè non riesco a pormi un problema alla volta?

mercoledì 6 novembre 2013

Stasera, come tante altre sere, mentre ascoltavo jazz mi è venuta in mente la vecchia linea 2 della metro nella mia città.

La linea 2 della metro nella mia città ti scarrozza su vecchi treni malandati e puzzolenti. Il 70% delle volte viene riempita da pochi e loschi figuri, l'altro 30% è talmente zeppa di gente che non puoi far altro che guardarti le scarpe o altrimenti trovarti all'imbarazzantissima distanza di 0.01 mm dagli altri passeggeri. Sulla linea 2 della metro nella mia città ho provato, per la prima volta, la piacevolissima sensazione dell'alito di uno sconosciuto sul collo.
Per un periodo della mia vita ho preso la linea 2 della metro di frequente. Sarà perchè la prendevo in orari improponibili, sarà per quello che mi aspettava all'arrivo, sarà perchè sarà, fatto sta che mi sono sempre piaciuti i viaggi di 20 minuti da 6 fermate sulla linea 2 della metro nella mia città.
Ma la cosa più bella della linea 2 era una ed una soltanto: la musica jazz. Non so per quale oscuro motivo, ma sulla linea 2 della mia città gli altoparlanti diffondevano sempre vecchia e bellissima musica jazz. Più o meno famosi che fossero i pezzi, la musica era piacevole, onnipresente e rendeva l'attesa in quel fatiscente cunicolo meravigliosa. Non mi è mai successo in nessun'altra metro, treno, cumana, funicolare di nessuna città che sia Milano, Roma, Parigi o Londra. Solo qui. Poi un bel giorno, entrando, mi sono resa conto che il jazz era stato miseramente sostituito da triste e terribile musica pop. Anatema. Le mie attese rovinate insieme al briciolo di speranza che il mio cuoricino provava quando pensavo che, nonostante non la prendessi più tutti i giorni, sulla linea 2 della metro nella mia città, inconsapevolmente, centinaia di persone arricchivano il proprio spirito ascoltando quella magia che è il jazz e che se avessi voluto, avrei potuto un giorno scendere li giù solo per quello. Ma ora non più. E questo mi rende infinitamente triste.

Piccola storia. Ho sempre voluto ballare uno di quei pezzi, poter godere a pieno del regalo che ci faceva chiunque mettesse su quella musica, nonostante mi trovassi nel tunnel della linea 2 di una metro in una città, ma nessuno ha mai acconsentito. Che vergogna! Una volta, un ragazzo decise che sì, poteva farmi questo gentil dono, così dondolammo per un pò facendoci l'un l'altro la promessa di rivederci, cosa che non accadde. Fortunatamente. Ringrazio il ragazzo senza nome (perchè non lo ricordo.....) per questo, ma mi dispiace non ci fosse qualcun'altro li con me in quell'esatto istante. Beh, meglio di niente.

Ah, forse dovrei specificare che, vero non ricordo il nome del ragazzo, ma non era uno sconosciuto incontrato sulla linea 2 nella metro della mia città. Più o meno.

venerdì 1 novembre 2013

Potato salad.

A volte vorrei solo che la persona giusta mi contatti al momento giusto. Poi mi rendo conto che sono le 4 di mattina e, probabilmente, sono tutti a letto.

Quest'ansia mi ucciderà.