martedì 25 novembre 2014

Ho combinato un guaio. Come ne esco? Maledizione.

Perchè mi metto sempre in certe situazioni?

C'ho un talento.

sabato 11 ottobre 2014

Sparire dalla faccia della terra


Nascondersi.

Pretendere di non esistere.

Dove sei? 

Non ci sono.

Con chi stai? 

Con nessuno.

Ma perchè?

Perchè, perchè, perchè ci sono troppe persone sedute sulle mie spalle.

domenica 5 ottobre 2014

Quando senti il collo solleticare perchè sa di voler essere baciato.

sabato 29 marzo 2014

ARGH³

Sì, è una di quelle sere, o mi lamento o esplodo. Di certo risparmio ore di pulizia e probabili future scoperte di frammenti di cervello nascosti in qualche antro oscuro, dietro un libro, tra gli origami, sopra le foto.

Niente va mai bene. NIENTE. Niente soddisfa la gente. Non ti va di uscire? Insistono finchè non accetti perchè ti trovi messo all'angolo. Esci e poi, ovviamente, non socializzi come al solito perchè come hai già ampiamente spiegato in una tesi con non meno di 1000 parole, non sei dell'umore (oh, capita!), ti grattugiano i coglioni perchè stai con "il muso". MA CAZZO. UOMO AVVISATO. NON LO SAI?!?!?! Ho ancora una volta avuto la conferma che la gente cambia, magari solo per un periodo, magari dopo essersi lamentati dello stesso cambiamento in qualcun'altro. Un fidanzato, una fidanzata, un nuovo amico, un nuovo gruppo di amici, una nuova dieta, un nuovo libro pieno di massime e consigli su come vivere la vita dati da una vecchia donna in menopausa, con le vampate di calore, che non scopa dalla presa della bastiglia e crede di essere illuminata quanto una lampadina fulminata da 2W.

Donne indecise che lanciano la pietra e nascondono la mano. Dicono non andare ma dopo 5 minuti ti cacciano. Mandano cuoricini e poi non rispondono. Chiamano ma poi ti dicono che sei un segreto, perchè. E io sono stanca. Ho già dato. HO GIà DATO. Non voglio essere un'adolescente per sempre! O almeno, dell'adolescenza non vorrei portarmi dietro i tratti peggiori. Tutti chiedono, assetati di informazioni e tu con un cenno della testa dici che va tutto come al solito, a volte sì e a volte no. Taci tutte quelle piccole cose che si affastellano velocemente costruendo interi continenti di rabbia e odio verso il genere umano. Ci si lamenta ma dentro si cerca di essere positivi. Positivi verso tutti, positivi verso il futuro, positivi verso le persone vicine, speranzosi quasi. E poi arriva questa gente, con nonchalance e fare convinto, che ti affascina e ti fa sentire sicuro perchè pare che sì, loro hanno tutte le risposte, anche se sai che così non è. Ma ogni tanto ci si può permettere di credere alle cose che si sa non sono reali. Se no impazziremmo tutti.

Però, ancora non capisco tu da me cosa vuoi. Un impiego part-time. Un'occupazione per le ore di buca nelle tue giornate. Poi sparisci, poi ritorni. Poi mi dici, poi taci. E io non capisco. Mi fai schifo. Eppure l'incoerenza, perchè non ti chiedo di sparire. Non esigo tu sparisca. Non ti prego di smettere. Anzi. Tutto ciò che le mie parole comunicano è la voglia che tu continui. Hai di me un'idea completamente sbagliata. Credi di sapere, credi di capire, credi di poter indovinare eppure lo fai su basi del tutto errate. Pensi che io sia questo, sei convinta che io sia quello, ma non sono niente di tutto ciò. Semplicemente sono. Non così, ma sono.
Mi chiedi come, mi chiedi perchè, e ancora, e ancora, e ancora finchè non cedo e rispondo. Ed è così palese quello che sto facendo, ed è così palese quello che stai facendo tu, ma le insicurezze mi fanno vedere tutto distorto e allora inizio a convincermi che no, in realtà quello che vuoi non è così chiaro. Mi inviti a casa, poi sparisci. Giochiamo a guardia e ladro. Giochiamo a nascondino.

Vorrei baciarti. Disperatamente. Non perchè mi piaci, ma perchè come hai detto tu vorrei solo assaportarti. Mi fai schifo e vorrei sapere questo schifo che sapore ha. Nonostante non l'abbia mai fatto, sono certa che è un sapore dolce, caldo, invitante, che vuoi continuare a provare perchè ogni volta ha una sfumatura di disgusto differente.
Vorrei baciarti. Al buio. Lasciare che il movimento della tua lingua mi avvolga tutta, che l'emozione scenda piano lungo il collo, nel petto, nello stomaco, fino a toccare la punta dei piedi. Quel piacevole formicolio. Come i piccoli scoppiettii delle stelline di natale che si accendono a capodanno, che quando le muovi velocemente diventano una scia continua di fuoco.

Flutture. Flutture vuol dire farfalla in rumeno. Questa parola è riuscita a catturare perfettamente la sensazione e il rumore del battere d'ali di una farfalla. Flutture. Flutture. Flutture. Mille farfalle che passano leggiadre vicino i miei capelli facendoli muovere insieme al vento.

giovedì 6 marzo 2014

Bugie.

Ho appena visto delle immagini con suggerimenti per aiutare persone che soffono di crisi epilettiche, e mi è tornato alla memoria un fatto.

Lei per qualche tempo ha sofferto di crisi epilettiche. Non eravamo insieme in quel periodo e lei, decise di non dirmelo, nonostante mi cercasse a destra e a manca. Un pomeriggio eravamo in questa piazza dove solitamente, il sabato, si riuniva parecchia gente per incontrarsi con amici e via dicendo. Lei si sentì male. L'avevo intravista, come tanti altri sabati, mi guardava da lontano con lo sguardo triste e ad un certo punto niente, sparita. Nel giro di qualche minuto si creò una piccola folla, tra la gente c'era anche un mio amico che iniziò a chiamarmi urlando spaventato, lo raggiunsi e lei era lì, stesa per terra non del tutto cosciente, tremava; all'iniziò non capì, sudavo freddo, ero terrorizzata ma mi resi conto che la gente stava impazzendo e il mio amico faceva volare schiaffi per farla svegliare, così presi il coraggio a due mani e lo allontanai. Mi misi in ginocchio al suo fianco, una mano sotto la testa e l'altra tra le sue che la stringevano, inizia a parlarle all'orecchio sotto voce "tranquilla amore, andrà tutto bene, respira, tranquilla, ci sono io qui con te" e lei mi riconobbe, mi strinse ancora di più, mi disse di non lasciarla sola, di non andarmene. La gente continuava a stringersi attorno a noi, mi arrabbiai, inizia ad urlare di allontanarsi, a far volare insulti e a scongiurarli di darle aria e lei ancora li a stringere la mia mano e chiedere se stesse avendo le allucinazioni, se io ero davvero la, se era un sogno, e io teneramente le rispondevo che c'ero davvero lì, che non doveva preoccuparsi. Ma non sembrava convinta. Eventualmente le fitte si calmarono, si riprese, arrivò il suo migliore amico e io mi dileguai. Dissi al ragazzo di tenermi informata e di avvisarmi quando sarebbe arrivata a casa. Questo fu.

Dopo qualche tempo ci rimettemmo insieme e l'argomento uscì in mezzo. Ci fu addirittura un "litigio" perchè fino ad oggi, passati tanti anni, è ancora convinta che io li non ci fossi. Che le stessi mentendo. Nonostante le versioni combacino, nonostante le abbia accuratamente raccontato il fatto, lei ancora non ci crede. O forse non vuole crederci...

mercoledì 29 gennaio 2014


Papa was a rolling stone
 Wherever he laid his hat was his home
And when he died all he left us was 

alone

lunedì 6 gennaio 2014

A single man

But that long day ends at last; yields to the night-time of the flood. And, just as the waters of the ocean come flooding, darkening over the pools, so over George and the others in sleep come the waters of that other ocean; that consciousness which is no one in particular but which contains everyone and everything, past, present and future, and extends unbroken beyond the uttermost stars.


 Non ero pronta per la lettura di questo libro. Per finirlo ho fatto mattina, e ad essere sincera non ho la forza di parlarne ora. Magari un altro giorno. 

domenica 5 gennaio 2014


The memories we try to avoid, while forgetting everything else. 
Those are the ones that last longer.