lunedì 29 ottobre 2012

Lately

Ultimamente mi sento più sola che mai, nonostante non lo sia affatto. Almeno credo.

Sembra di vivere al confine tra due spazi temporali; un passato con tante sofferenze e un futuro che ancora deve accadere. Con questo non intendo dire che vivo nel presente perchè il mio presente è questo luogo senza tempo ne avanzamenti, novità o scoperte. Niente accade, i giorni scorrono e non riesco a muovermi. Non c'è il rischio che cada completamente dal lato sbagliato o commetta gli stessi errori, anche se certe volte rivivo quei momenti nella mia testa, nei miei sogni, mentre dormo e questo mi spaventa. Di notte capita, distesa nel letto angosciata e spaventata dal pensiero che potrei sognare qualcosa di strano, triste, qualcosa che non voglio rivedere davanti ai miei occhi, cose da cui non voglio essere perseguitata il giorno dopo, a distanza di settimane, quando il pensiero, arbitrariamente, cade li come un frutto dall'albero. Non una foglia, un frutto, quello è il suono che immagino, un tonfo leggero ma deciso, un suono chiaro e vuoto.

Uso troppe virgole. Ma, del resto, sono pause volute. Scrivo nello stesso modo in cui i pensieri fluiscono.

Riesco perfettamente ad immaginarmi su questa striscia di tempo immobile. Come un funambolo su questo lungo filo rosso. Ma non ho paura di cadere, il rischio non esiste, di questo ne sono certa, ma è una metafora calzante per la posizione che do alla mia vita in questo esatto istante sulla linea del tempo.

Questa situazione mi stressa perchè vedo le ore scivolare tranquille e silenzione, come piccoli ballerini di danza classica che fanno lunghi, lenti e leggeri salti da un muro all'altro della stanza che mi contiene per poi scivolare via da una porticina nell'angolo destro alle miei spalle, vicino la finestra chiusa. La cosa che più mi rattrista è il senso di impotenza, e non riesco a capire se sono io con il mio modo di affrontare la vita ad ostacolarne l'avanzata o semplicemente il limbo in cui mi sembra di vivere è effettivo e reale.


Parlando di ballerini, mi è capitato di avere la fortuna di assistere ad uno spettacolo di danza classica. Penso sia stata una delle esperienze più belle della mia vita (e lo dico dall'alto dei miei 40 anni. Scherzo, non ho 40 anni.), quello che mi lasciò folgorata fu il ballerino principale, i suoi salti erano così puliti e perfetti che il tempo pareva fermarsi. Slow motion nella vita reale. Stupefacente.

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