sabato 25 agosto 2012

バグッバイ

A volte mi chiedo come sia possibile sviluppare una dose spropositata di affetto nei confronti di qualcuno, in brevissimo tempo. Curioso.

Credo di aver bisogno di staccare, non sentire quasi più nessuno per un pò, fare un viaggio, cercare ed eventualmente trovare alcune risposte. ANDARE AD UN CONCERTO DEI RADWIMPS.

Ieri mi sono state portate queste due bottiglie di tè da fuori, le ho aggiunte alla mia povera ma amata collezione.



Le trovo adorabili~ ☆

In ogni caso, mi ingelosisco facilmente ed è una cosa che odio, non perchè sono tanto assennata, buona e furba da preoccuparmi di quello che capita quando ho i miei 'mental breakdown' ma perchè mi urta il fatto che io debba rovinarmi intere giornate per cose assurde.

Oh un'ultima cosa! Stanotte ho sognato di andare in giro per il centro storico -dove si trovano i bar- e poi dritta ad un concerto, dove trovo Lei ed altra gente che mi interessa poco, fumiamo qualche canna e beviamo un paio di birre, niente di più. Durante il tragitto verso casa, nella macchina di un'amica, ci fermiamo e troviamo queste due signore, sorelle, dai capelli scuri, l'aspetto stanco e trasandato che camminavano tenendosi strette in grossi maglioni da uomo di quelli vecchi con i bottoni davanti e il profondo scollo a V, borse vecchie e logore sotto braccio; mi hanno lasciato addosso la sensazione di quando vedevo mia zia piccola e infreddolita durante la sua malattia. In ogni caso, queste due signore ci dicono di seguirle (erano imparentate con la mia amica e le conoscevo anche io, almeno credo) perchè invece di andare a casa, dovevamo essere portate in questo luogo, sotto suggerimento di mia madre che aveva deciso di delegare le sorelle per far andare anche me. Questo posto era una specie di convento/collegio/istituto di correzione a cui si accedeva passando per una minuscola porticina di pietra coperta da incisioni, eravamo state spedite li per via dell'alcohol e la droga, era pieno di anziane signore rattrappite dall'aspetto inquietante che indossavano i tipici vestiti dell'ordine delle Suore Missionarie della Carità (l'ordine fondato da Madre Teresa di Calcutta, per intenderci meglio: tutto bianco e righine indaco), ho qualche flash delle camere che erano ben arredate ma buie, affacciavano nel cortile e avevano le finestre molto vicine. All'improvviso però l'amica che era stata mandata con me in quel posto cambia identità trasformandosi in quel ragazzo; ricordo che nel tardo pomeriggio - intorno alle 6- ci sedevamo sui cornicioni delle finestre e parlavamo, i temi delle conversazioni sono andati persi ed è rimasta solo una forte sensazione di solitudine intervallata da sprazzi di leggerissima e potente (ossimoro*) sicurezza data dalla sua presenza; cerchiamo di scappare avvelenando le suore con degli strani biscotti che messi in formo si schiudevano come fiori. Alla fine riusciamo a fuggire, mia madre si presenta li come a volermi riprendere. Ha ha, certo.

*la mia figura retorica preferita.

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